Nel cuore della Puglia, Cava Sant’Elia nasce all’interno di un’antica cava dismessa, trasformatasi dopo in una discarica. Per anni è rimasta silenziosa, come un grembo materno in attesa di nuova vita.
Il simbolo di The Guardians of Life rappresenta una mappa che ci mostra dove possiamo andare, come possiamo arrivarci e cosa possiamo scoprire lungo il cammino. Non solo rappresenta un concetto, ma può essere uno strumento per aiutare a concentrare la mente e guidare l’esperienza meditativa verso la realizzazione del sé.
Percorrendo mentalmente la figura dall’esterno all’interno si compie un viaggio interiore verso la verità e l’amore. Un percorso che va dal quadrato esterno, il contenitore, la creazione, la vita, al centro, dove risiede la vera felicità. Lì c’è la “E” di sant’Elia, lì si trova il divino. All’interno del quadrato troviamo contenuto il cerchio, rappresentazione dell’armonia cosmica e di purificazione, che il meditante deve attraversare per elevarsi dalla realtà terrena alla coscienza spirituale. Nell’essere umano quadrato e cerchio rappresentano rispettivamente l’involucro – il corpo impermanente – e l’anima eterna in esso contenuta. Insieme, raffigurano il viaggio dall’esteriore all’interiore, dal finito all’infinito, uno il conoscitore e l’altro il conosciuto, uno il mezzo e l’altro il fine.
Come compiere questo viaggio? Sono molte le strade percorribili e, in rappresentanza di queste, troviamo i simboli delle principali religioni. Esse non
costituiscono certo l’unico percorso possibile ma, tutte insieme, simboleggiano un invito ad elevarci al di sopra delle separazioni e ad andare più in profondità nel nostro cammino per ritrovare nei valori, che tutte rappresentano, ciò che ci unisce poiché, in fondo, esiste una sola religione, la religione dell’amore. Vogliamo restituire alla parola religione il suo significato originario: re-ligāre, ovvero “ricollegare”, una chiamata a ritessere il legame sacro tra spirito e materia, tra cielo e terra. Ed ecco, quindi, la stella a sette punte, l’eptagramma che indica l’unione tra la quaternità terrestre e la trinità celeste, tra la materia e lo spirito.
Al centro del simbolo la E di Elia il profeta, messaggero divino, la verità fatta parola. Quella verità che “vi farà liberi”, liberi dall’ignoranza e dalle illusioni, liberi di amare. Dal centro scaturiscono due triangoli. Uno con la punta rivolta verso l’alto che rappresenta il Sé Superiore, la divinità insita in ogni essere umano, l’anima; l’altro con la punta rivolta in basso che simboleggia il Sé Inferiore, la mente, l’astrale il fisico. Il primo è l’oggetto della nostra conoscenza – conosci te stesso; il secondo il mezzo con cui possiamo compiere questo viaggio di consapevolezza. I due triangoli formano anche una clessidra, simbolo del tempo che scorre inesorabilmente per il corpo ma non per l’anima: essa è eterna ed è la nostra vera natura che si palesa nella profondità della saggezza. Ai lati della E il sole e la luna, opposti che si completano e che unendosi nella loro danza costante generano il ciclo della vita, della morte e della rinascita, simboleggiando la totalità della creazione nella quale si svolge il nostro percorso.